Le cinque bugie della politica sulla Tobin Tax

Scritto il alle 14:28 da [email protected]
Le cinque bugie della politica sulla Tobin Tax
Una tassa che danneggia il sistema economico con una flessione del pil, genera un calo delle entrate per lo Stato e produce solo disoccupazione e inflazione.
Come se tutto ciò non bastasse esclude gli speculatori internazionali e colpisce i risparmiatori italiani.
 
 
1. E’ una tassa che colpisce gli speculatori
FALSO. L’imposta la pagano i risparmiatori italiani, la tassa infatti si paga anche su acquisti per controvalori molto bassi perfino inferiori ai 1.000 euro. A fronte di tutto ciò, due grossi fondi speculativi americani, solo per citare un esempio, che si scambiano illimitati quantitativi di titoli non pagano nulla.
L’andamento dei mercati azionari, poi, segue il ciclo economico ed è solo un indicatore importante dello stato di salute dell’economia. Se le cose per l’economia tricolore si mettono male le discese dei mercati azionari saranno ancora più accentuate senza il paracadute della liquidità.
Se davvero si vuole evitare la speculazione, come mai sono stati tenuti fuori dalla base imponibile proprio i titoli di stato, sono forse immuni da speculazione?
2. Ridurrà la volatilità dei mercati
FALSO. L’andamento del mercato azionario italiano in un’economia globale, per buona parte, è correlato a quello delle altre piazza finanziarie internazionali. Il forte calo della liquidità dovuto all’introduzione dell’imposta aumenterà la volatilità facendo muovere i prezzi dei titoli a strappi. Gli operatori stranieri che non pagano l’imposta potranno spadroneggiare sul nostro mercato mettendo a rischio pezzi del sistema economico italiano e singole aziende con importi più limitati.
La tassa penalizza poi le operazioni con durata temporale limitata che chiaramente puntano a guadagni limitati per favorire operazioni di lungo periodo. Gli investimenti con orizzonte temporale lungo implicitamente per essere giustificate hanno bisogno di guadagni consistenti.
3. E’ una tassa europea    
FALSO. Il 70% dei paesi dell’Unione Europea non la vuole. Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Irlanda, Cipro, Gran Bretagna, Malta, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Lituania, Lettonia, Romania e Bulgaria hanno già dato parere negativo. Senza contare che fuori dall’Unione Europea nessun paese l’applica e l’ha presa in considerazione: Stati Uniti, Cina, India e Russia solo per fare un esempio. Per tornare all’Unione Europea la Svezia, fra l’altro, l’aveva sperimentata negli anni 80 ma l’ha poi cancellata perché creava solo danni. L’intesa fra i paesi favorevoli è fra l’altro tutta da dimostrare.
4. Creerà un gettito da 54 miliardi di euro per l’Ue
FALSO. Le transazioni in parte migreranno all’estero dove non si paga l’imposta e in parte non avranno più convenienza economica. Gli stessi tecnici del governo italiano ammettono un calo degli scambi fino all’80%. Il gettito previsto per l’Italia, la terza economia continentale, è solo di 1,088 miliardi di euro, ben che vada gli altri paesi favorevoli se dovessero approvarla, contribuiranno fino a 5 miliardi. Dove sono gli altri 49?
Lo Stato avrà un calo di entrate connesso alle mancate plusvalenze, al gettito irpef dei lavori del settore, all’iva connessa al settore del trading. I maggiori costi finanziari sostenuti dalla imprese faranno poi diminuire la base imponibile Ires.
A fronte di queste minori entrate gli introiti sono tutti da verificare e dimostrare.
 
 
5. Non crea danni all’economia reale e ai consumatori
FALSO. I mercati finanziari sono utilizzati dalla imprese per ridurre i costi dei rincari delle materie prime, i maggiori oneri connessi all’imposte saranno ribaltati su prezzi alla produzione e al consumo. I costi di finanziamento delle imprese lieviteranno per effetto delle discese dei prezzi per carenza di liquidità. Il mercato secondario dei titoli quello che consente di rientrare in possesso dell’investimento verrà danneggiato cosi i risparmiatori chiederanno maggiori rendimenti. A conferma di tutto ciò il governo ha escluso l’applicazione sui titoli di stato.
Il costo di copertura delle banche sui mutui sarà destinato a salire e l’onore verrà ribaltato sui mutuatari.
Passando ad altro tema, le performance dei Fondi Pensione verranno erose per il pagamento della tassa.
Secondo due autorevoli studi i danni sul pil europeo sarebbero almeno dello 0,4%. Un calo di queste dimensioni genera chiusure di migliaia di aziende e decine di migliaia di disoccupati.
L’Italia rischia di diventare l’unico paese al mondo dove si applica la tassa sulle transazioni finanziarie, sarebbe l’ennesima mazzata alla competitività del paese. Evitiamolo abbiamo già troppi problemi da risolvere.
Firmato da tutti coloro che ben sanno che questa tassa e’ una tassa popolar-quaunquista, la quale rechera’ solo una montagna di danni a Paese e Persone !

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2 commenti Commenta
miki63
Scritto il 23 ottobre 2012 at 14:43

Ottima analisi Biagio, letta e sottoscritta. Purtroppo anche oggi dall’audizione in Parlamento del Ministro Grilli sono arrivate solo ulteriori conferme, con proposte di autorevoli esponenti del PD di aumentare ulteriormente l’aliquota sui derivati. La vedo nera, nera come la pece)) Ciao

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neropece
Scritto il 23 ottobre 2012 at 15:34

ciao Carissimo. Si, purtroppo quella parte politica e’ completamente ottusa e marcia. Non gli e’ bastata la lezione della Tassa su lusso e barche, che ha portato a gravi perdite di posti di lavoro e a un gettito 75 volte inferiore a quello atteso! Purtroppo lottare contro ideali politici stupidi…non e’ facile. Povera Italia. Pensiamo solo che dopo Berlusconi non e’ probabile ci tocchino questi qui. Personalmente non andro’ a votare!

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